Inaugurazione: lunedì 4 giugno 2012 alle ore 21.
La storia di Sandro Martini ha molte connessioni con la Galleria
Blu. La prima presenza dell’artista risale al 1965, presenza che
porterà ad un’esclusiva che durerà dal 1975 al 1995. Le sue opere sono
state presentate in più occasioni, fra cui le due storiche
installazioni del 1975 e del 1977 e le due memorabili personali
intitolate rispettivamente “L’arte della fuga” (1988) e “Trasgressioni”
(1990).
All’artista la galleria dedicherà una importante rassegna nel
prossimo settembre, ma non si è voluto passare sotto silenzio un evento
internazionale che lo riguarda; verrà prossimamente presentata al
pubblico di Toronto un’opera pubblica di Sandro Martini, che è parte
integrante della grande hall accessibile al pubblico di un grattacielo
denominato Burano Building e che è patrimonio della città e
dell’Ontario Museum, che, apprezzandone la qualità artistica, ne ha
autorizzato la realizzazione.
Si tratta di un lavoro dalle dimensioni imponenti, costituito da una
parete dipinta a fresco di duecentottanta metri quadri e da sei
elementi in vetro, incisi e colorati, ciascuno di sette metri quadri,
sospesi su cavi d’acciaio, che interagiscono in un gioco di
rispecchiamenti e confronti ben rappresentato nel titolo: “Glass
Memory” (La memoria del vetro).
L’eccezionalità dell’opera nasce anche dalla straordinaria sintonia,
maturata in lunghi confronti durante la progettazione, tra l’artista e
l’architetto Peter Clewes che ha progettato l’edificio.
L’inserimento
dei vetri rimanda e richiama interventi realizzati dall’artista
mediante la sospensione di tele colorate e presentati al PS1 e al City
Corp di New York nel 1978, alla Borsa Valori di Milano nel 1983, al PAC
di Milano nel 1993 e alla Casa della Carità di Milano nel 2004 (opera,
questa, in permanenza).
A proposito dell’uso del vetro così commenta Sandro Martini: “Sono
affascinato da questo materiale dall’apparente fragilità e leggerezza
solo visiva … e dalla sua imprevista elasticità. Un’amica, Victoria, mi
raccontava di aver visto a San Francisco durante uno dei più forti
terremoti i vetri gonfiarsi come onde o vestiti e poi tornare in piano
come lastre d’acciaio. La teca di vetro alla base dell’edificio Burano
appare come il palcoscenico dello spettacolo della pittura.”
“Quantità Burano”, il titolo della mostra, rimanda a uno degli
affreschi presentati nella rassegna che, assieme alla serie di vetri
(tutte opere inedite), segnano in modo evidente un ulteriore momento di
sviluppo dell’opera di Sandro Martini.
Per quanto riguarda il lavoro dell’artista è in preparazione il catalogo ragionato delle opere, a cura di Luigi Sansone, che sarà pubblicato da Edizioni Gabriele Mazzotta.