12 ottobre 2009 – 15 gennaio 2010
inaugurazione: lunedì 12 ottobre 2009, ore 21
L’alternanza tra mostre storiche e mostre di artisti contemporanei
avvicenda ora Mark Tobey con Federico Guida, figura significativa
dell’arte italiana dell’ultimo decennio. Quarantenne, Guida richiama
l’attenzione di critici e collezionisti da almeno dieci anni e i
riconoscimenti ottenuti – nel 1996 il Premio San Carlo Borromeo, nel
1998 il Premio Marche, nel 2002 il Premio Cairo e il Premio Durini, nel
2003 il Premio Maretti e nel 2007 il Premio Michetti – ne sono una
testimonianza indiscutibile.
La mostra presso la Galleria Blu di Milano fa il punto sulla produzione
più recente dell’artista accogliendo una ventina di opere dove spiccano
i ritratti (e gli autoritratti) con parrucca e le “vasche da bagno”.
“Guida – scrive Vittoria Coen nella introduzione al catalogo - alterna
drammaticità e pietà, grottesco a dolcezza e lontananza, distacco ad
enfasi. Lo sguardo sbigottito di un attore si volge verso un
immaginario avversario e, di fatto, all’osservatore, aggiungendo una
espressione stravolta. La bocca spalancata in una smorfia, la tensione
traumatica del polso e delle dita che vanno a nascondersi fra le onde
della parrucca. Tutto intorno è morbidamente sfumato: sembra di
percepire un accennato sospiro melodrammatico... Nei volti maschili
adulti riappaiono le malizie, le crepe, le sovrastrutture del vivere,
una certa dose di teatralità intenzionale, poco più di una mimica
elementare, modeste risorse scenografiche… Nelle ultime opere il
particolare insistito della parrucca introduce un’indicazione
disinibita. Non c’è alcuna aura da imporre, niente di illustre da
esternare. Piuttosto certe tonalità che possono far pensare a qualche
ritratto di Lucien Freud, certi rosa dilavati, ma nessuna
idealizzazione del soggetto, come nelle tracce della tradizione tedesca
della Nuova Oggettività… La scelta di Guida si è fermata soprattutto
sulla luce, ha piegato i suoi rosa, i suoi arancione, i suoi rossi, i
suoi bruni, per così dire, fuori del colore… Questo accade, per
esempio, nei delicati nudini femminili, dove prevale una dolce
attenzione alle tonalità cromatiche di un’epidermide non ancora toccata
dall’usura e dall’aggressività del tempo. Tutto esprime la felicità
dell’innocenza. Non è il mare la cornice di questi giochi nell’acqua,
ma una ben costruita vasca ad ospitarli: è soltanto una doccia
casalinga ma la felicità è assicurata comunque…”