10 febbraio - 3 aprile 2009
inaugurazione: lunedì 9 febbraio 2009, ore 21.
“Morphologie autre”, titolo di un importante libro di Michel Tapié
pubblicato nel 1960 per le Edizioni Pozzo a Torino, viene assunto come
tema della mostra che la Galleria Blu di Milano propone nella sua sede
dal 10 febbraio al 3 aprile prossimi. La rassegna, dedicata
all’illustre critico francese nel centenario della nascita, intende
presentare per esempi significativi le opere di artisti che
interessarono particolarmente Tapié a partire dagli anni Quaranta e che
egli propose più volte nella lunga e appassionata esperienza torinese
dell’International Center of Aesthetic Research (ICAR), che fu - come
egli lo definì - un “Museo-Manifesto”, “un centro cioè - come indicano
i due termini contraddittori accostati - di elaborazione del nuovo e
allo stesso tempo di costituzione di una tradizione del nuovo” (Anna
Minola). Per questo oltre alle mostre vi vennero proposte audizioni di
musica contemporanea, proiezione di diapositive, conferenze, eventi e
pubblicazioni di libri, fra cui, appunto Morphologie autre.
L’aggettivo autre (altro, diverso) che connota l’arte di cui Tapié si
interessa, viene per la prima volta usato nel 1952 nel volume “Un
Art Autre – où il s’agit de nouveaux dévidages du Réel” per definire in
modo più chiaro e circoscritto il senso di quell’arte che l’anno
precedente aveva denominato informel in occasione di due mostre
presentate all’Atelier Facchetti a Parigi, comprendenti opere di
Fautrier, Dubuffet e Riopelle. La definizione di informale - che ha poi
accompagnato, in modo ampio, l’arte che prescinde da derivazioni dal
mondo reale - sta certamente troppo larga aTapié che circoscrive i suoi
interessi e la sua ricerca attorno appunto a questa art autre, l’arte
“che - dice - non ha più niente a che vedere con i criteri di valore
del classicismo”.
La mostra alla Galleria Blu raduna molti artisti di Tapié, a partire da
Fautrier e Dubuffet cui egli assegnò la primogenitura nel campo
dell’art autre riferendosi a due mostre tenute nel 1945 alla galleria
Drouin (erano esposti dell’uno gli Otages e dell’altro le Hautes
pâtes), per poi allineare opere di Appel, Bluhm, Bryen, Burri,
Capogrossi, Domoto, Fontana, Sam Francis, Garelli, Hartung, Imai,
Nevelson, Riopelle, Schneider, Somaini, Tancredi, Tapies, Tobey,
Vedova, Wols.
La mostra è un omaggio ad una delle figure più intriganti della critica
d’arte della seconda metà del ‘900, ma anche una riflessione sulla
storia della Galleria Blu che questi artisti ha proposto a più riprese
nelle sue sedi, fin dagli inizi della sua attività. Non va dimenticato
che già nel 1959 Tapié scrisse il testo introduttivo per la mostra che
la galleria dedicò a Franco Garelli e che nel 1961, con Argan,
introdusse la mostra del giapponese Toshimitsu Imai.